Emergenza Covid-19: la risposta salesiana

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Emergenza Covid-19: la risposta salesiana

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In Italia ogni sera alle 18 la Protezione Civile indice una conferenza stampa per aggiornare la popolazione sui dati di questa pandemia. Sappiamo tutti che le news delineano solo una tendenza e non tengono conto delle persone che sono a casa contagiate. Nemmeno dei morti abbiamo un numero preciso, perché se non sono avvenute in ospedale non c’è modo di conoscere la causa. Non vengono fatti tutti i tamponi necessari, facciamo affidamento sull’isolamento forzato e sulle buone pratiche comuni.

Ora provate a immaginare come verrà gestita la situazione nei paesi che non hanno i nostri stessi standard di benessere, in Africa, in Asia, in America Latina… Per i poveri la situazione non è preoccupante, è drammatica.

“Sapremo se e quanto il virus si è diffuso quando la gente inizierà a morire”
Un missionario salesiano.

Mbuji May

Mbuji May

Lubumbashi

Lubumbashi

Kinshasa

Kinshasa

Hyderabad

Hyderabad

Argentina

Argentina

Bolivia

Bolivia

Colombia

Colombia

Ecuador

Ecuador

Un aiuto concreto

La concretezza è uno dei carismi che i salesiani portano avanti con grande impegno. I nostri missionari si stanno già impegnando su più fronti: dalle campagne di sensibilizzazione e prevenzione all’approvvigionamento di kit alimentari e sanitari che vengono distribuiti alle famiglie più disagiate.

Nei paesi più poveri è impossibile chiedere alla maggior parte delle persone di stare a casa: spesso la loro fonte di reddito deriva da piccoli lavoretti che vengono svolti proprio in strada. A volte una vera casa in cui rifugiarsi non c’è, come nel caso dei bambini di strada. Per questo è di vitale importanza insistere, insistere e ancora insistere sulle regole più semplici: lavarsi le mani,  evitare i contatti, prendersi cura della propria igiene personale, pur sapendo che per molti non sarà possibile attenervisi alla lettera. 

Questa pandemia sarà uno tsunami e non vi saranno gli ammortizzatori sociali che i governi europei possono garantire.

Attraverso le parole dei nostri missionari proviamo a darvi un quadro, per quanto piccolo, della situazione che viene prospettandosi.

 

Africa

Padre Mario Perez è un missionario venezuelano che vive a Mbuji May, un’enorme città, poverissima, nel cuore della Repubblica Democratica del Congo. Impegnato da molti anni nell’accoglienza e nella riabilitazione di minori emarginati, cerca, con gli scarsi mezzi che ha a disposizione, di lavorare sulla prevenzione: “Qui abbiamo creato un team composto dai ragazzini più grandi, che si sono presi il compito di disinfettare più volte al giorno gli spazi comuni. Hanno il ruolo di sensibilizzare le persone alle pratiche igieniche più elementari, come il lavaggio delle mani, che qui non è cosa scontata, ed è difficile da praticare perché non c’è acquaci scrive, sottolineando come in Africa, dove la carenza idrica è un problema endemico, la prevenzione sia ancora più difficile. Proprio per questo abbiamo installato diverse fontanelle che attingono al nostro sistema idrico”, aggiunge, Per permettere a più persone di avere a disposizione un po’ d’acqua per lavarsi le mani”. La grande paura di padre Perez è legata all’epidemia di colera già in atto: “Se qui scoppiasse una pandemia di covid-19, si aggiungerebbe a quella di colera che ha già messo in ginocchio i pochi centri sanitari esistenti…conclude.

Anche le notizie che ci arrivano da un’altra zona della Repubblica Democratica del Congo sono drammatiche: a Lubumbashi la tensione è alle stelle, soprattutto a causa della speculazione che, iniziata in concomitanza con la diffusione delle notizie sulle prime vittime del Covid-19 nel Paese, sta creando non pochi problemi di ordine sociale: a causa della corsa all’approvvigionamento alimentare, molta gente non ha da mangiare e i prezzi stanno raddoppiando, con reazioni di protesta da parte della popolazione che vengono puntualmente represse con violenza: “Sono già stati uccisi diversi ragazzi”, sottolinea padre Albert, il nostro referente salesiano in loco. Notizie analoghe arrivano anche da Kinshasa: padre Ghislain ci chiede aiuto per garantire sostegno alimentare a 250 famiglie che hanno visto il loro già esiguo potere d’acquisto completamente annientato dalle speculazioni selvagge di questi giorni.

 

Asia

Nel subcontintente indiano ansia e preoccupazione sono alle stelle: “21 giorni di blocco, preceduti da una corsa ai beni di prima necessità… Sono spaventato, la maggior parte degli indiani vive in pessime condizioni e qui siamo un miliardo e 330mila persone”, così Vicent Thamburaj, Figlio di Don Bosco indiano, descrive la situazione nel suo Paese. Ma anche qui, nella nazione più popolosa del mondo, i nostri missionari si sono organizzati per garantire il loro aiuto alla popolazione: i salesiani di Hyderabad ci hanno chiesto aiuto per prevenire il contagio nelle baraccopoli, distribuendo alle famiglie che ci abitano kit composti da sapone, mascherine e igienizzanti, ma anche pacchi alimentari contenenti riso, lenticchie, cipolle…

 

Sudamerica

I salesiani sono già in prima linea per aiutare le fasce più vulnerabili della popolazione: in Argentina, Colombia, Bolivia, Ecuador… Qui, la pandemia è già in atto da tempo: un mix di irresponsabilità e di povertà economica e culturale rende difficile stabilire il numero reale dei contagiati, ma le immagini degli ospedali in collasso e dei cadaveri abbandonati per le strade di Guayaquil in Ecuador parlano chiaro, tratteggiando uno scenario da incubo in un Paese già profondamente segnato dalla povertà e da decenni di politiche irresponsabili. L’obiettivo dei missionari salesiani è semplice, ma avrà ricadute positive sull’intera comunità nel contenimento del contagio, non solo sui beneficiari: vogliono mettere le famiglie più svantaggiate nelle condizioni di poter realmente rispettare la quarantena: molti capifamiglia (uomini o donne) vivono alla giornata – se non lavorano tutti i giorni (di solito come ambulanti abusivi), in casa non si mangia. Per questo, i Figli di Don Bosco di Quito, ci hanno chiesto di aiutarli ad assicurare il cibo alle famiglie dei barrios più poveri: i tristemente famosi Guayaquil, Esmeraldas e Machala. Attraverso l’iniziativa Por el pan de cada dia, Per il pane quotidiano, i salesiani di Quito assegneranno alle famiglie selezionate dei buoni mensili da utilizzare nei negozi e supermarket di quartiere: ciascun buono prepagato vale 60 $, circa 55 €. In India, invece, il sostegno alimentare alle famiglie delle baraccopoli viene garantito dal Bosco Seva Kendra, un attivissimo ente di sviluppo salesiano di Hyderabad, attraverso la distribuzione di pacchi alimentari (che contengono 10 chili di riso, olio, lenticchie, cipolle, biscotti per i bimbi) e di kit per l’igiene (contenenti un libretto informativo, saponi, mascherine, disinfettante, assorbenti femminili, un contenitore per il bucato) – il pacco alimentare per una famiglia costa 16 €, il kit-igiene 8 €.

 

Come possiamo aiutare

Per sostenere l’iniziativa di père Ghislain, che vuole aiutare le famiglie della missione di Kinshasa in Congo a mangiare malgrado l’aumento dei prezzi, servono circa 45 € mensili per garantire riso, farina, pesce essiccato, fagioli, olio a ciascun nucleo familiare.


Stai vicino ai nostri missionari e alla loro gente, se puoi, nella battaglia contro il Covid-19: con 10, 40, 60 € puoi aiutare chi vive in condizioni climatiche e sanitarie terribili. Grazie, per quanto potrai fare, a nome dei Figli di Don Bosco di tutto il mondo.

 

Codice progetto: 24858

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FONDO EMERGENZA

Quando abbiamo raggiunto la cifra totale del progetto in corso, ci attiviamo per riempire il salvadanaio che ci permette di affrontare ogni urgenza. Grazie per il tuo aiuto!

Il fondo di Missioni Don Bosco per le emergenze è un salvadanaio di fondamentale importanza. Le offerte raccolte in questo fondo ci permettono di distribuire rapidamente beni di prima necessità e di salvare la vita di numerosi bambini, giovani e famiglie nei territori colpiti da crisi e catastrofi in tutto il mondo. Un’azione rapida ed efficace per essere sempre pronti nelle situazioni di emergenza climatica e umanitaria. Per esserci, sempre, nelle situazioni di bisogno.

PROGETTI IN CORSO

MISSIONI DON BOSCO VALDOCCO ONLUS
Via Maria Ausiliatrice 32
10152 Torino
Tel: 0113990101
mail: info@missionidonbosco.org

ORARI
Lunedì/Venerdì 08.00-18.00

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