Missioni Don Bosco primo piano di un indigeno

MINORANZE ETNICHE

I missionari sanno che la diversità culturale è un valore che va preservato e che l’educazione è una ricchezza solo se rispettosa della differenza.

Oggi i popoli indigeni nel mondo rappresentano il 5% della popolazione mondiale e il 15% dei più poveri del pianeta: oltre 370 milioni di persone, distribuite in 90 paesi e riunite in oltre 5000 gruppi distinti. Pur nella varietà delle tradizioni, tutti hanno in comune condizioni di vita segnate da povertà, emarginazione, ingiustizie, discriminazioni

Privati delle loro terre, trattati come cittadini di second’ordine rispetto alla società nazionale, vittime di soprusi, con grande tenacia cercano di vedere riconosciuti i loro diritti, in particolare quello all’autodeterminazione e alla terra, e di preservare la loro identità culturale e le loro risorse.

Per valorizzare e proteggere il loro patrimonio culturale e dare nuovo impulso alle loro tradizioni i Salesiani sono impegnati in un’importante opera di promozione umana e sociale attraverso progetti educativi che prevedono il sostegno delle scuole indigene, la formazione di maestri, la pubblicazione di libri di testo nelle lingue locali, strumento indispensabile per lo svolgimento delle attività scolastiche, ma anche progetti sanitari di medicina tradizionale e assistenza alle minoranze, progetti a tutela e difesa dell’ambiente, progetti di salvaguardia e promozione della cultura materiale indigena attraverso centri di documentazione e un’intensa attività di conservazione.

Sono tutti interventi di cooperazione allo sviluppo che non snaturano, né intaccano il patrimonio culturale e le tradizioni, ma al contrario tendono a creare ponti lungo i quali le culture possono dialogare e arricchirsi reciprocamente.
La predisposizione all’ascolto e alla comprensione del prossimo in difficoltà che è elemento cardine del carisma missionario, accompagnata allo studio delle realtà locali, dell’eredità delle conoscenze tradizionali e delle espressioni della cultura materiale sono strumenti indispensabili per consentire alle minoranze di prendere di coscienza della propria identità e riappropriarsi del loro patrimonio culturale

Lo stimolo a “vedere il diverso” esige un continuo lavoro di educazione dello sguardo:
riconoscere l’altro, rispettando la molteplicità e la diversità dei punti di vista, dei modi di vedere e di stare nel mondo, è il primo passo per restituirgli dignità.

“Il mio sogno missionario fu ed è di vivere in mezzo a questo popolo, secondo il suo stile di vita, nella speranza che altri missionari laici o religiosi decidano lo stesso, cioè condividere la vita e le sfide di queste genti aborigene. La Chiesa Indigena nasce e cresce così, con le radici vive del Vangelo, ma anche con le radici profonde, e molte volte stupende, della cultura di questi popoli”.
Padre Luigi Bolla, missionario salesiano tra gli Achuar (1932-2013)

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